COME CAPIRE CHE DEVI ANDARE A VIVERE DA SOLO

Che tu abbia 20, 30 o 40 (!!!) anni poco importa.
Prima o poi il momento arriva.

Così, inaspettatamente.

Ti alzi una mattina e controlli in modo sistematico, al limite dell’ossessivo-compulsivo, ogni passaggio della tua quotidianità.

Arrivato a sera, mentre fissi il soffitto e nella penombra noti un orribile peluche della tua infanzia, capisci che, sì, è quello il fatidico giorno in cui deciderai che devi andartene di casa.
Senza se e senza ma.

Lo sappiamo tutti che la crisi economica è reale, non un’invenzione delle lobby per renderci soggetti passivi del sistema e blablabla.
Si fa fatica a guadagnare, ma soprattutto a risparmiare.
A tutto però c’è un rimedio.
Con tanta forza di volontà, elevata alla N, e un po’ di culo, andare a vivere da soli, o magari con qualche amico, è possibile.

(Dopo la prima bolletta, ad un lungo bagno da X litri preferirete una doccia veloce)

Raccogliendo qua e là qualche esperienza mi accorgo che i comuni denominatori che spingono a salutare mamma e papà sono più o meno gli stessi.
Se ne condividete lo spirito di almeno 3 su 5 siete prossimi.

Iniziate ad addolcire la pillola.

#1- Le code in bagno
Non importa che la famiglia sia composta da 3, o 5 o più persone.
Dovete sempre, non si capisce per quali strane leggi dell’astrofisica, andare tutti in bagno nello stesso momento.
Ed essere una persona puntuale, o almeno ritardataria nel limite della decenza, diventa impossibile.
Più che una riunione familiare sembra un tetris umano.

#2- Dove vai, con chi sei, a che ora torni?
Tutti conosciamo queste terribili domande alle quali, la maggior parte delle volte, nemmeno sappiamo cosa rispondere.
Sinceramente.
99 su 100 capita che si esca per un aperitivo veloce e si finisce all’after dell’amico dell’amico. O se si pensa di stare fuori tutta la notte, dopo cena viene l’abbiocco e si decide di rincasare prima di mezzanotte.

Impensabile però rispondere “Non lo so”: l’ira funesta di tua madre si scatena a tal punto che pare un drago figlio di Khaleesi. (cit. per veri Nerd)
Andare a vivere da soli equivale a non dover mai più rispondere a queste domande, è vero, ma poi nel cuore della notte, anche se sei nel letto da un paio di ore, dovrai rispondere all’SMS:

“Ho sentito un’ambulanza, sei a casa? Tutto bene?!”

#3- Alimentazione
Le porzioni in casa con i tuoi genitori sono sempre XXL.
(Se abiti anche con una nonna, moltiplica le X).
La responsabilità di sentirti fuori forma la fai così ricadere sulle abitudini enogastronomiche della tua famiglia.
Peccato che ti accorgerai presto che nonostante l’iniziale buona volontà di mangiare tanta frutta e verdura, le tue cene saranno a base di pizze surgelate e patatine nel sacchetto.

#4- La camporella è sinonimo di scomodità
L’idea di fare l’amore tra i campi, o a lato delle strade di paese, non ti pare più così eccitante.
Anzi.
Detesti i sedili, che tutto sono fuorché seriamente reclinabili, sei scomodo in qualsiasi posizione e per qualsiasi approccio.
Dopo aver speso diverse serate a guardare Quarto Grado o Chi l’Ha visto? sul divano con tua mamma, (perché è sempre lei a detenere lo scettro del telecomando), ad ogni minimo rumore ti viene un colpo al cuore e riesci solo a pregare di non diventare materiale per i prossimi servizi di Barbara D’Urso. Come uccidere la passione.

Nulla da confutare.
La comodità di un letto e di fare sesso quando e come si vuole è una libidine della quale non potrai più fare a meno.

#5- I tuoi primi capelli bianchi (e/o la crema anti-age)
E poi inesorabilmente succede che ti guardi allo specchio e noti il primo capello bianco.
E lo sai.
Ti fissi per qualche secondo ma lo sai.
O soffri di incanutimento precoce oppure ti è ormai chiaro, e lo sarà a tutti, che non hai più l’età.

Piangi un po’ e prendi la tua decisione.
Dentro di te lo sai che in fondo è giusto così, è fisiologico, devi spiegare le ali e volare, per iniziare la tua personale avventura.

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