Nati per viaggiare

La voglia di viaggiare è scritta in un gene: il gene Wanderlust! Ebbene si, alcuni di noi sono nati per viaggiare.

Ci sono persone che non sentono il bisogno di fare i bagagli e lasciarsi alle spalle la propria casa. Non hanno voglia di viaggiare: sono soddisfatti della città in cui vivono, delle loro abitudini. Altri, invece, non riescono a stare fermi un attimo, sempre pronti a partire verso una nuova destinazione.
Il bisogno di esplorare, secondo una ricerca dipenderebbe dal cosiddetto “gene del viaggio”: il recettore della dopamina D4 (DRD4 7r).

Il “gene del viaggio” regolerebbe il nostro livello di curiosità e ci renderebbe più o meno sensibili agli stimoli esterni, con una funzione collegata a quella della dopamina, che come risaputo svolge infatti un’azione fondamentale nel determinare gli equilibri dell’umore. Quindi, l’entusiasmo e l’emozione che proviamo prima di intraprendere un viaggio o di avventurarci in mete sconosciute potrebbero essere solo, e forse null’altro che, una “magia” compiuta da questo speciale gene.

Essere viaggiatori o meno quindi dipende dal nostro DNA.

Questo spiega anche perchè non tutti hanno bisogno di viaggiare. Infatti secondo i risultati, solo il 20% della popolazione ha alti livelli di DRD4 nel  corredo genetico. La maggior parte sono concentrati in zone del mondo in cui  gli spostamenti sono sempre stati incoraggiati.

Secondo David Dobbs di National Geographic le persone con questo speciale gene sono più propense a rischiare, ad esplorare posti nuovi, a provare nuovi cibi, nuove relazioni e nuove avventure.

I nostri antenati hanno iniziato a viaggiare intorno al mondo cinquantamila anni fa, stimolati da geni inquieti, ed hanno trapassato la loro natura curiosa alle successive generazioni, fino a noi, che abbiamo imparato a meglio orientarla e coltivarla.

E così, tuttora, gli esseri umani continuano a viaggiare per esplorare paesi lontani e altri continenti, e poi ancora… per esplorare lo spazio e l’universo, destinati come siamo, a non arrenderci mai… perlomeno fin tanto che nel nostro DNA ci sarà una qualche traccia del DRD4-7r.

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